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Presentazione del libro La regina dei pidocchi – Imola, 13 maggio 2025

Presentato nella affollata sala consiliare del Comune di Pavullo (Mo), il volume dal titolo “Siamo matti?”, di Leo Lo Russo e Luigi Tagliabue con foto di Rolando Montanini.

Una affollata assemblea, la sera del 12 aprile, a Pavullo nel Frignano (Modena) nella sala consiliare del Comune, per parlare di salute mentale.

L’occasione è stata fornita dalla discussione sul libro “Siamo Matti?”, con le fotografie di Rolando Montanini e alcuni scritti di Leo Lo Russo e Luigi Tagliabue, relativo a una esperienza di pratica anti-istituzionale, avvenuta fra il 1972 e il 1977.

Si trattò dell’apertura di una struttura utile a riportare indistintamente tutti i pazienti della montagna modenese nel proprio luogo di origine: essi provenivano dall’O.P. di Reggio Emilia e dai suoi cronicari satellite.

L’esperienza fu progettata da Franco Basaglia e gestita, sotto la direzione di Vieri Marzi, da medici e infermieri formatisi a Gorizia e Trieste. Essa si concluse con la dimissione di tutti i pazienti e la chiusura della struttura; gli operatori poi vennero tutti impegnati in una intensa attività territoriale.

Nel corso della discussione si è partiti dalla storia di quegli anni, cercando di evidenziarne i caratteri principali: il superamento di logiche manicomiali, il progressivo recupero di una esistenza rispettosa dei bisogni e dei diritti, la dimensione collettiva del lavoro, il rapporto intenso con i cittadini.

Non ci si è però limitati a un recupero della storia ma piuttosto si è parlato dei problemi attuali dei servizi territoriali e della possibilità, pur in una fase così diversa e complessa, di dare risposte idealmente connesse a quegli stessi valori e pratiche del passato.

Le esperienze di Psichiatria Democratica hanno ancora molto da dire!

Pavullo, 12 aprile 2025 – Presentazione del libro Siamo matti?

Mestre, 29 marzo 2025 – Presentazione del libro Psichiatria democratica, 50 anni straordinari

Sabato 29 marzo si è tenuta a Venezia Mestre, nella prestigiosa sede del Museo del ‘900 M9 nell’ auditorium Cesare De Michelis, la presentazione del libro ‘Psichiatria Democratica cinquant’anni straordinari’, a cura di Emilio Lupo, nell’ambito del convegno Salute Mentale: pratiche di cura  antistituzionali a Venezia, dedicato al ricordo di Nico Casagrande, collaboratore di Basaglia sin da Gorizia, direttore dell’Op di Gorizia, vicedirettore di Trieste e successivamente direttore dei Servizi Psichiatrici veneziani. Uno dei fondatori di PD, avvenuta nel 1973 a Bologna.

All’incontro hanno preso parte Maria Teresa Menotto, Emilio Lupo, Paolo Serra, Giusy Gabriele, Guido Pullia, Silvana Gasperoni e Marcello Lattanzi, tutti compagni e molti di loro collaboratori di Nico a Gorizia e Venezia.

Ha introdotto Maria Teresa Menotto, moglie di Casagrande, che si è soffermata sulla figura umana e politica di Nico, descrivendone i tratti salienti. Nico non è stato solo un rivoluzionario della psichiatria, come hanno sottolineato i relatori successivi, ma anche un uomo che aveva chiaro il significato politico e umano del prendersi ‘cura’, che concepiva come un bene comune, ancor prima che professionale, un imperativo morale e un processo collettivo.

Dopo di lei il ricordo della storia di Nico e dei Servizi da lui diretti, prima di tutto Gorizia, è stata rievocata sia da Paolo Serra, il quale ha ripreso tutte le tappe del duro e faticoso lavoro del gruppo goriziano per l’apertura del manicomio che ha spianato la strada alla presa in carico territoriale del disagio psichico, che da Emilio Lupo.

Lupo si è anche soffermato sul volume “Psichiatria Democratica 50 anni straordinari”, da lui curato, e che racconta la storia del movimento fondato da Basaglia, Ongaro, Casagrande, Pirella, Slavich e altri, e lo ha fatto attraverso le testimonianze di operatori e di quella parte della “migliore società” che ha partecipato e condiviso le lotte per il superamento dei manicomi in Italia e la creazione dei Servizi territoriali in grado di promuovere una Salute Mentale di comunità. Poi l’esperienza veneziana, su cui si sono soffermati in modo ampio e approfondito tutti gli altri partecipanti: Giusy Gabriele giunta a Venezia con Nico nel 1978, Guido Pullia, protagonista della storia della psichiatria veneziana dai primi anni ’70 e poi Silvana Gasperoni e Marcello Lattanzi, operatori in primo piano nella città veneziana, la prima dai primi anni settanta al 2012 e il secondo dal 1988 al 2018.

Vivace è stato il dibattito finale col pubblico e le forze politiche e sociali locali, che sono apparse partecipi e coinvolte soprattutto quando si è parlato della situazione attuale dei servizi, purtroppo lontana dal coinvolgimento collettivo che c’era fino a dieci anni fa.

Commovente e profondo il ricordo di Nico e delle esperienze da lui messe in piedi, soprattutto la straordinaria esperienza veneziana, che è rimasta nel DNA del servizio per tutti i decenni successivi, fino al 2014.

Dopo di che si sono messi in moto processi di restaurazione che hanno riportato nella psichiatria pubblica veneziana logiche tecniciste e vuote di significato umano, che hanno progressivamente reso più difficile la pratica della presa in carico, cioè di una visione più complessa degli interventi in salute mentale.

 

Somma Vesuviana, 7 giugno 2024

Serata intensa e ricca di spunti e riflessioni quella organizzata dall’ANPI e da Psichiatria Democratica, che si è svolta – a partire dal ruolo svolto da Psichiatria Democratica in questi 50 anni di attività sul campo – venerdì 7 giugno, nella suggestiva location dell’ Hub – side di Somma Vesuviana (Na) dove è stata allestita anche la mostra fotografica di Luca Belfiore. A dibattere, sui temi della difesa dei diritti universalistici contenuti nella nostra Costituzione, dirigenti ed operatori della Salute mentale e rappresentati delle Istituzioni e dell’Associazionismo . L’ incontro, arricchito dalla lettura di brani di Franco Basaglia e Agostino Pirella, interpetrati da Josi Auriemma, è stato moderato dal giornalista Luigi Iovino con le conclusioni affidate al padrone di casa, lo psichiatra Giuseppe Auriemma.

A Somma Vesuviana (Na) il prossimo 7 giugno, la presentazione del volume sui 50 anni di Psichiatria Democratica

A Bari presentazione del volume sui 50 anni di P.D.

A Bari nella sala del Consiglio Comunale

folta partecipazione per la presentazione del volume

“Psichiatria Democratica 50 anni straordinari”

 

La sala consiliare del Comune di Bari ieri, 8 aprile 2024, era gremita di operatori, utenti e familiari di diverse Associazioni impegnate per la tutela della Salute mentale di Bari e dell’intera regione, in occasione della presentazione del volume ” Psichiatria Democratica 50 anni straordinari.

Cento voci a narrare di salute mentale, libertà ed eguaglianza ” M & M editori, a cura di Emilio Lupo, Responsabile Nazionale dell’Organizzazione di Psichiatria Democratica.

bari 50 anni 1L’incontro è stato aperto dal Presidente del Consiglio Comunale Emanuele Cavone, che nel suo intervento ha ricordato l’impegno dell’Ammini-strazione comunale sui temi dei diritti a fianco di quanti si battono per l’attuazione piena della riforma sanitaria e ricordato come lo stesso Sindaco, Antonio Decaro,  ha sottolineato – all’interno del suo contributo presente nel volume di Psichiatria Democratica – la necessità del contributo degli Enti locali per la realizzazione di una buona salute mentale di comunità. Nicola Schingaro, Presidente del Municipio 3 S.Paolo, nel suo intervento ha evidenziato di come la sua esperienza di sociologo lo abbia trovato pronto e attento alle esigenze delle periferie urbane e, inoltre, ha comunicato della decisione assunta di intitolare al Prof. Franco Basaglia una piazza del quartiere S. Paolo.

La relazione introduttiva è stata svolta da Emilio Lupo che ha curato il volume nel quale sono ospitati commenti e riflessioni di operatori della Salute Mentale italiani e stranieri e di esponenti di quella migliore Società civile, appartenenti al mondo della cultura e dello spettacolo, dell’informazione, della Magistratura e dellebari 50 anni di PD professioni e delle scienze, come dal mondo politico o di quello religioso, della cooperazione sociale e dell’associazionismo, di Servizi di confine così come di Amministratori di grandi città.

Il libro è arricchito dalle straordinarie vignette di Sergio Staino e Guido silvestri (Silver) e dai disegni di Riccardo Dalisi e Luca Dalisi. Lupo prendendo la parola ha avuto modo di illustrare il lungo e faticoso percorso di Psichiatria Democratica in questi 50 anni, dalla lotta che portò alla chiusura dei manicomi fino alla gestione collettiva nella società del disagio mentale, sottolineando, altresì, come oggi siano sempre più scarse le risorse per la Salute mentale e che perciò va rilanciato un impegno collettivo perché tutto il Servizio sanitario Nazionale venga difeso e sviluppato.

Mariella Genchi, psicologa del Direttivo Nazionale di Psichiatria Democratica, ha fatto riferimento anche al ruolo internazionale dell’Associazione fondata da Basaglia ed altri nel 1973, e ricordato delle sue esperienze internazionali di Salute Mentale di comunità in Brasile, in Francia e in Egitto dove è stato intitolato a Basaglia un centro di salute mentale territoriale.

Gianfranco Carbone e Pino Palomba del gruppo pugliese di Psichiatria Democratica hanno sottolineato l’importanza del lavoro in equipe e della gestione delle crisi nei servizi territoriali.

Luigi Verdoscia, vicepresidente dell’Associazione 180 Amici Puglia, ha parlato delle criticità di molti centri di salute mentale, poco accessibili perché attivi poche ore al giorno, chiusi il sabato e ridotti a semplici ambulatori dispensatori di farmaci senza spazi di ascolto e socializzazione.

È seguito un vivace dibattito, moderato da Filippo Cantalice di Psichiatria Democratica Pugliese, con vari interventi, tra cui quelli di una terapista della riabilitazione psichiatrica e di un operatore sociale, che hanno posto al centro l’importanza del privato sociale integrato al Servizio pubblico.

Di stimolo le parole della psichiatra Alessandra De Flaviis, che ha tenuto a sottolineare nel suo intervento, come sia importante- anche impegnandosi in prima persona – trasmettere oggi alle giovani generazioni che lavorano nei Servizi tutti gli aspetti innovativi della ricca esperienza basagliana.

È intervenuto lo psicologo Vito Calabrese dell’Osservatorio Paola Labriola, intitolato alla moglie, la psichiatra barbaramente uccisa dieci anni fa nel Centro di Salute mentale del popoloso quartiere Libertà di Bari. Ha chiesto l’immediata riapertura del centro, rimasto chiuso dopo l’omicidio con l’assunzione di guardie giurate e accorpamento dei servizi territoriali con riduzione degli spazi di ascolto e socializzazione.

Nelle conclusioni Rocco Canosa, già Presidente Nazionale di Psichiatria Democratica, ha sottolineato l’importanza del lavoro di rete tra le varie associazioni di utenti, operatori e familiari per rinforzare i legami sociali nello spirito basagliano della Legge180/78 , che ha comportato la chiusura dei manicomi con spostamento dell’asse assistenziale dall’ospedale al territorio. Alla fine del dibattito la madre di un utente ha recitato in maniera appassionata una poesia di Alda Merini in ricordo di Franco Basaglia