Sabato 25 maggio, su iniziativa di Cà del vento, la storica associazione nata nel 1990 con la prima comunità per i dimessi dall’ospedale psichiatrico all’Osservanza affiancata dalla sezione emiliana-romagnola di Psichiatria Democratica (PD), si è tenuto un evento presso la biblioteca comunale di Imola che ha ricordato il 50° anniversario della fondazione dell’associazione Psichiatria Democratica (PD), fondata da Franco Basaglia ed altri operatori nel 1973, a Bologna.

Il libro presentato a Imola –  dopo aver fatto tappa a Roma, Napoli, e Bari –  raccoglie 100 pareri, discussioni, testimonianze di questo percorso di perenne deistituzionalizzazione: non è  sufficiente abbattere i muri dei manicomi che contenevano il disagio mentale, occorre abbattere i pregiudizi, le cause del disagio ed accompagnare le persone ad essere protagoniste della loro storia nella comunità.

L’incontro, che è stato moderato e coordinato da Maria Rosa Franzoni dell’Associazione PerLeDonne e per anni Presidente del Consorzio Ippogrifo che ha contribuito alla chiusura dell’ospedale psichiatrico con  l’avvio delle Comunità famiglia,  si è aperto con  la  graditissima sorpresa del contributo video-audio  del cardinale di Bologna e Presidente CEI, Monsignor Matteo Zuppi, autore anche di una testimonianza nel libro, che ha esortato a procedere sulla via del rispetto dei diritti delle persone che non sono astratti bisogni, ma esigenze fatte di corpo ed emozioni, di lavoro, casa, affetti. “ Dobbiamo ascoltare le persone con disagio e tutelarle perché solo l’inclusione ci rende sicuri”.

Sono quindi intervenuti prima Marta Manuelli, Presidente dell’Associazione Ca’ del vento, che ha brevemente ricordato le tappe della straordinaria esperienza sul campo portata avanti negli anni dall’Associazione non senza difficoltà e problemi, superati attraverso un lavoro duro e caparbio di tutti, e di quanto ancora oggi sia importante il lavoro dell’associazionismo, specie in alcuni settori. Quindi la parola è stata data allo psichiatra napoletano, Emilio Lupo, curatore del volume che ha elencato le tappe salienti della storia del movimento di liberazione e le battaglie portate avanti da PD in tutti questi anni, soffermandosi  sulla centralità della figura di Franco Basaglia e sul suo peso nel mondo della cultura e delle scienze nel mondo, come sul fatto che i risultati ottenuti in questo delicatissimo settore siano stati anche il frutto di grandi alleanze tra società, operatori, scienza e politica, informazione, associazionismo, professioni, terzo settore, chiesa etc, alleanze che oggi debbono essere riattualizzate. Hanno quindi preso la parola lo psichiatra Raffaele Galluccio, del Direttivo Nazionale di Psichiatria Democratica che ha sottolineato i pericoli di una involuzione che si è registrata in maniera progressiva in ambito psichiatrico e della necessità di porvi rimedio con urgenza e determinazione. Della fatica quotidiana e dei problemi nei quali quotidianamente si imbattono gli operatori della Salute Mentale pubblica, ha parlato la dottoressa Alba Natali, direttrice  del DSM dell’Azienda USL di Imola,  che ha ricordato sia l’importanza della formazione degli operatori (e di come essa stessa ancora serbi un grande ricordo delle sue prime esperienze antiistituzionali) sia della necessità di difendere e rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale attraverso un impegno costante degli operatori  ed in presenza di risorse sempre più adeguate alle nuove esigenze che emergono dai territori.

L’evento, arricchito da foto ed immagini sul manicomio di Massimo Golfieri e dal collegamento con  Guido Silvestri (Silver), padre del fumetto di Lupo Alberto e Gallina Marta – che da anni sostiene attraverso le sue opere grafiche le battaglie di Psichiatria Democratica insieme al compianto Sergio Staino –  è stato utile per presentare ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale presente, l’esigenza che il Laboratorio per la storia della psichiatria imolese previsto nell’ex reparto 10/12 dell’Osservanza, in fase di restauro con i finanziamenti del PNRR, sia luogo aperto di discussione, di formazione dei diversi soggetti della comunità impegnati nel percorso della costruzione della salute mentale di comunità. Il Piano di partecipazione, avviato nel giorni scorsi sotto la direzione dell’Assessora Elisa Spada rappresenta un terreno importante per ascoltare voci, persone, associazioni.  Sono intervenuti sul merito del futuro dell’area dell’Osservanza il Sindaco Marco Panieri e l’assessore alla cultura Giacomo Gambi, che hanno ribadito la volontà dell’Amministrazione comunale di essere costantemente impegnata sul tema dei diritti e sempre in ascolto delle proposte provenienti dalle Associazioni indispensabili al miglior utilizzo per il  bene pubblico delle aree dell’ex Osservanza.

Maria Rosa, Marta, Nives, Emo, Fabrizio, Giorgio, Roberta, Stefano ed altri