Psichiatria democratica, cinquant’anni straordinari

Presentato a Roma, al Palazzo delle Esposizioni il volume: “Psichiatria Democratica, cinquant’anni straordinari”, curato da Emilio Lupo.

Psichiatria Democratica (PD) ha celebrato i suoi cinquant’anni di vita e di attività presentando, martedì 28 novembre alle ore 18,00, in un affollato incontro che si è svolto negli accoglienti locali della libreria del Palazzo delle Esposizioni in Roma, un corposo volume, curato dal dott. Emilio Lupo per i tipi dell’Editore Marotta & Marotta (Napoli). Nel volume sono ospitati  cento contributi di operatori della Salute Mentale italiani e stranieri e di quella parte della Società civile che ha condiviso e sostenuto, lungo i decenni, le battaglie portate avanti dall’Associazione. Il volume, dal titolo “Psichiatria Democratica, cinquant’anni straordinari” contiene documentazione storica e contemporanea ed è riccamente corredato da grafiche di Sergio Staino, Guido Silvestri, Riccardo Dalisi e Luca Dalisi.

La serata è stata introdotta dall’omaggio del volume a Franco Basaglia, filmaker, nipote del più noto tra i fondatori di Psichiatria Democratica, un gesto affettuoso e simbolico che ha rappresentato la continuità di un pensiero e di un’idea che attraversa le generazioni. Antonello D’Elia, Presidente di Psichiatria Democratica, ha ricordato le principali battaglie portate avanti da PD nel Paese in questi anni ed il ruolo che l’Associazione ha svolto per contrastare ogni forma di custodia e di privazione dei diritti delle persone con problemi psichiatrici e di come, oggi, che sono sempre più evidenti gli attacchi al sistema sanitario pubblico, forte e determinato deve essere il ruolo che Psichiatria Democratica deve svolgere in tutte le realtà regionali, a difesa della universalità e della equità delle cure. Subito dopo ci sono stati i saluti portati dal padrone di casa, il dottor Marco Delogu, Presidente del prestigioso Palaexpo, che si è soffermato sulle sue esperienze giovani di volontario presso strutture pubbliche di riabilitazione per gli adolescenti con problemi psicologico-psichiatrici e sulla sua attenzione negli anni per le iniziative portate avanti da PD. Ha quindi preso la parola il dott. Emilio Lupo, Responsabile dell’Organizzazione di Psichiatria Democratica e curatore del volume, tracciando dapprima  a grandi linee, la storia “straordinaria” del movimento di PD, a partire dal lavoro teorico ed operativo portato avanti con caparbietà dai padri fondatori che ha portato a sostituire un decrepito modello psichiatrico capace solo di sorvegliare e punire con una idea di presa in carico della sofferenza psichica.

Questo lavoro capillare e testardo, ha aperto la strada a un cambiamento profondo del rapporto tra le persone, non lasciando indietro coloro che fanno maggior fatica a trovare un proprio spazio in famiglia, nella comunità, nel mondo del lavoro. Cinquant’anni di impegno, di apertura piena alla società, spesi sempre al servizio dei diritti delle persone, della promozione della salute mentale e della difesa di un sistema di cure ad accesso gratuito ed universale, della valorizzazione delle risorse personali e comunitarie. L’altro valore aggiunto e identitario, ha sottolineato Lupo, è stato quello di fare sì che gli Operatori impegnati a costruire una salute mentale di comunità – che nel corso degli anni si sono riconosciuti in Psichiatria Democratica – hanno promosso e favorito grandi alleanze con quella parte della società civile più attenta e sensibile ai temi di diritti.

Questa scelta di linea ha consentito di ricevere sostegno tangibile dall’opinione pubblica durante le battaglie più dure e difficili, a partire da quella per la chiusura dei Manicomi (primo Paese al mondo!), per l’attivazione dei Servizi territoriali di Salute Mentale, delle case –famiglia, e, non ultimo, per la creazione di cooperative di lavoro di utenti in grado di garantire nuovo protagonismo e indipendenza economica dando gambe e concretezza a quegli articoli della nostra Costituzione repubblicana in materia di salute e di eguaglianza. A testimonianza della bontà di questo percorso e di queste scelte i contributi che compaiono nel volume sono giunti da parte di donne e uomini della cultura e dello spettacolo, dell’informazione e della Chiesa, delle professioni, delle Istituzioni, della politica e della ricerca che si sono uniti a quelli del mondo della salute mentale. Ha quindi preso la parola il giornalista Roberto Monteforte che ha sottolineato come l’incontro per la pubblicazione del volume fosse oltremodo opportuno ed urgente, in tempi così bui, per riprendere il cammino comune da parte di tutte le realtà progressiste, garantire e tutelare i diritti delle persone in difficoltà ( pazienti psichiatrici, immigrati, donne maltrattate, anziani soli, poveri etc.).  È stata poi la volta di Mauro Palma, garante Nazionale dei diritti delle persone private delle libertà personali, che ha messo in luce come le prassi di esclusione siano diventate una consuetudine in molti ambiti del sociale, a partire dalle carceri, alle REMS, a tutti i luoghi di gestione, spesso reclusiva delle persone migranti. Su questa stessa linea a nome degli operatori della salute mentale che con questi temi si confrontano ogni giorno si è pronunciata Giusy Gabriele, del direttivo nazionale. A contribuire alla serata ci sono stati anche i contributi di Cinzia Lo Fazio, produttrice di un toccante documentario sul manicomio dei bambini, Giulia Bettini, psicoterapeuta e formatrice che ha chiamato in causa il tema della trasmissione dei valori e della storia ai più giovani, Elena Milano, presidente della Consulta Cittadina di Roma per la Salute Mentale e storica esponente dell’associazionismo dei familiari, Monica Serrano, filosofa ed operatrice sociale nell’ambito dell’assistenza ai migranti.

Il volume sui 50 anni di Psichiatria Democratica, come esplicitato da Emilio Lupo è dedicato:  A) Ai fondatori di Psichiatria Democratica e a quanti in questi cinquant’anni hanno lottato per una Salute Mentale di Comunità; B) Ai compagni di lotta che ci hanno lasciato troppo presto ma che non dimenticheremo; C) Agli Operatori del servizio pubblico e della cooperazione sociale  che hanno scavato trincee e aperto strade per favorire percorsi di inclusione; D) Ai pazienti protagonisti della loro liberazione; E) A quanti nella società civile hanno sostenuto il movimento di liberazione  dai manicomi vecchi e nuovi; F) A chi crede nella centralità  del Servizio sanitario Nazionale; G) Alle giovani generazioni  perché difendano ad oltranza  lo straordinario patrimonio collettivo rappresentato dai valori della legge 180 e si impegnino a contrastare ogni tentativo di restaurazione e privatizzazione con il più potente degli antidoti: la tutela del diritto alla cura un diritto di tutti.

La festa è proseguita presso la Caffetteria del Palazzo con un brindisi di augurio a Psichiatria Democratica per i suoi primi cinquant’anni.